elvio cipollone

La poesia è una pratica perversa

  • Info
  • L’analisi

Eterna impotente

Posted by elvio cipollone on 24 febbraio 2012
Posted in: articoli, ecologia e ambiente, racconti, società. Tagged: la voce della terra, narrativa, ombre, politica, racconto, storia, vita. Lascia un commento

Mi raccontava di un pozzo secco. Delle camminate faticose lungo i confini tracciati con pietre. E la delusione. Ogni volta, le ultime volte. Arrivata all’alba, pompava con speranza, poi l’entusiasmo svaniva e restava la sete. Ormai nemmeno andava più. Piuttosto seguiva il suo vecchio nella ricerca dei tuberi tra la sabbia. Tuberi selvatici da spremere per ricavarci poche gocce, la sua caccia quotidiana.
Gli altri erano andati via, mi diceva, in un villaggio laggiù, vicino le alture, a cercare una condivisione violenta e difficile del suolo e dell’acqua. Lei no. non ne aveva avuto la forza e la voglia, convinta che il pozzo avrebbe di nuovo donato la sua acqua appena gli uomini e le donne cattive fossero andate lontano. Perciò mi pregava tutte le notti.
Mi chiedeva di anticipare la stagione delle piogge. “Tu che sei la Madre”, questa era la preghiera “fa che non fuggano da mio padre le ultime forze”. E riconoscevo nella sua la mia voce, la voce di tutte le figlie. E mi sentivo eterna e impotente.

Come spiegarle che nella mia funzione di madre universale non mi è dato interferire nel destino delle singole terre affidate agli uomini? Che sono per intero responsabili delle loro azioni? Che sta a loro predisporre comportamenti che non entrino in conflitto con le mie leggi generali?
Eppure mi sarebbe piaciuto assecondarla, mandare la pioggia ristoratrice sulla sua capanna, ridare colore ai campi, riempire di linfa gli arbusti, far germogliare di nuovo le erbe, restituire i pascoli alle gazzelle, il latte alle mucche… Se solo i suoi fratelli sparsi nei continenti più fortunati avessero ascoltato le mie esortazioni, oggi tutto questo sarebbe stato possibile!
Se avessero dato un po’ d’attenzione ai mille segnali con i quali ho cercato di metterli in guardia, questa loro sorella avrebbe ancora l’acqua nel pozzo. Ma poi che i fratelli maggiori sono stati arroganti e sconsiderati, questa giovane donna è destinata a vedere suo padre morire di sete e lei stessa a seguirne la sorte.

È ingiusto ma inevitabile.

 

l’estasi della scoperta

Posted by elvio cipollone on 23 febbraio 2012
Posted in: poesie, varie, Poesia, Poetry, articoli, società. Tagged: Poesia, considerazioni, vita, storia, società. 1 commento

La poesia è umile. Faticoso cammino di ricerca. Quando poi si raggiunge la vetta, lo stupore cancella il sudore. E resta l’estasi della scoperta. Gli squarci aperti. L’ingenua pretesa della conquista. Un nuovo punto per osservare la vita. La parola giusta che interpreti il sentimento e lo trasmetta. A chi? Questo è un mistero. Chi osa avventurarsi oggi tra i meandri scoscesi di una nuova poesia? In questo mondo di merci e stordimento non è di moda domandarsi il senso di quello che ci capita. Disturberebbe il mercato alterando il planning del business. E però …
Il bello non è soggetto a contrabbando. Esso resiste – parola che s’impone come imperativo categorico, direbbe Kant, in quest’epoca di smarrimento – Resistere. Dunque il bello resiste. Magari nascosto, silente. Non fa notizia ma c’è, pronto a dare ristoro a chi lo cerca in una nuova sequenza di note, un racconto rivelatore, un verso felice.

Carezza

Posted by elvio cipollone on 21 febbraio 2012
Posted in: Poesia, poesie, Poetry. Tagged: Poesia, rivoli e amori. 2 commenti

Nel silenzio scendere muto
per non turbare il magico amplesso
il desiderio di premere a fondo
di saggiare intero il tuo sesso.

Non sogni né sterili fughe
mi distraggano dal tempo presente,
resti il contatto perenne
a godere rivoli e strenne
il piacere di scoprire un arcano
di toccarlo con trepida mano
seguirne il profilo svelato
e al punto di origine sentirmi ancorato.

Tacciano i suoni le arpe e le trombe
si inabissi il frastuono stonato
il turbinio di freni e sgommate,
nell’attimo che non conosce pudore
chi guarda si mostra e soccombe.

Al Bando

Posted by elvio cipollone on 16 febbraio 2012
Posted in: Poesia, poesie, Poetry. Tagged: isole e terre rare, Poesia. Lascia un commento

 

Addio desolante deserto
fosso di tortura estremo,
sfumo il segno di scrittura
come feci rotte lo frantumo.

Torno alla prigione senza porta
ingenerato grumo senza rotta
retto dall’astratta convinzione
che frutto verrà dal lungo inverno.

Auguri Europa!

Posted by elvio cipollone on 15 febbraio 2012
Posted in: articoli, racconti, società. Tagged: la voce della terra, narrativa, ombre, politica, società, storia. Lascia un commento

 


Henri Matisse, Il ratto d’Europa, 1929

Mia cara Europa
Ti rivedo mentre giocavi con le compagne sulla spiaggia
e nulla sapevi del tuo destino quando venne un toro
a strapparti all’innocenza. Era l’ultimo dei miei figli travestito
il più focoso, il più avido di conquiste, Zeus.
Ti sedusse con le sue corna a forma di luna
il petto robusto, la possente schiena, il candido mantello
e tu ti lasciasti condurre nel cuore del Mediterraneo
lì dove iniziasti a generare figli.
Poi si sono moltiplicati e hanno popolato ogni tuo angolo
imparando a parlare lingue diverse: fu l’errore
il peccato originale che portò
incomprensioni e paure, guerre e genocidi.
Ora forse hanno capito e provano a ristabilre gli antichi legami
a considerarsi di nuovo fratelli
ma la vera sfida è tornare a esprimere i pensieri
i dubbi e i desideri in un’unica lingua
affinché ognuno capisca tutti
e allontani da sé l’angoscia dell’ignoranza.
Così il mio augurio per i tuoi figli, Bella Europa,
è che non dimentichino di discendere dall’Olimpo
che non restino prigionieri dell’orizzonte economico
che prendano in mano la bandiera dell’arte
coltivino la lirica, ragionino sul senso ultimo dell’umane vicende
amino la bellezza e disdegnino l’inganno
la furbizia e l’ingiusta emarginazione dei deboli.
Se sapranno resistere all’illusione che lo strumento monetario
sia sufficiente a dissolvere i confini eretti e presidiati per millenni,
se cercheranno l’unità profonda condividendo le idee
la poesia, la scienza e le emozioni
allora tu sarai il luogo del ritorno alla purezza
là dove s’avvia il risanamento del pianeta
unica strada per ristabilire l’amore
tra la madre (Terra) e il figlio (Uomo).
Ti abbraccio, ora e sempre


Moneta greca da due euro

Corpi di donna (2)

Posted by elvio cipollone on 14 febbraio 2012
Posted in: Poesia, poesie, Poetry. Tagged: Poesia, rivoli e amori. Lascia un commento

Corpo di donna sdraiato
in cerca di un nero sognato
sotto il sole che sbianca l’arena
scaldi le membra e la schiena
ti volti con gli occhi intontiti
vorresti i fiori che sono finiti.

Corpo di donna affacciato
col volto che mostri sfacciato
sorridi al viandante imbecille
finché uno ne catturi tra mille
che sale le scale affannato
per darti amore ed il suo fiato.

Corpo di donna sognante
nella mano una coppa spumante
giri lo sguardo e vedi il destino
mentre sogni un domani divino
senza pensare all’inganno beffardo
che scoprirai in due etti di lardo.

Nessuno scende, nessuno sale

Posted by elvio cipollone on 14 febbraio 2012
Posted in: racconti, società, varie. Tagged: narrativa, racconto, trenta righe. 1 commento


Papà era uno stronzo. Ecco, l’ho detto. Non se ne fregava di niente e di nessuno. L’ho capito tardi ma ci sono arrivato. Esistevano solo le sue cose, per lui. Le sue necessità, i suoi interessi, i suoi impegni, le sbruffonate, le manie di grandezza, le rivalse sulla storia. Se fossi crepato sarebbe rimasto indifferente.
Allora perché mi passava l’assegno e l’appartamento? Ma perché non gli pesava poi un granché, chiaro. Per lui il denaro non era un problema; non di quantità, voglio dire. Lo deducevo dalle poche cose che capivo della sua vita, tra un mercoledì e l’altro, a tavola. O dalle scuse che metteva le volte che saltava l’appuntamento. Quello che dava a me e a mammà non gli impediva di mantenersi l’amante, né di andare in giro per il mondo, di giocare al suo sporco golf, di vestire stravagante, né di coltivare i vizi più stupidi e costosi, come quei puzzolenti avana o i liquori più esclusivi del pianeta.
Cinque anni fa è morto, a sessantasette anni. Un giorno d’autunno come tanti, tempo incerto, futuro anonimo, presente confuso. E io a trent’anni mi persi. Non avevo più scopi, non mi servivano soldi, non avevo voglia né capacità, credo, di andare a chiedere un lavoro. Ero lì ad aspettare che un giorno seguisse l’altro, a resistere alle intemperie, a stringere i denti e non pensare.
Ora tu mi strappi queste parole innaturali, il grido soffocato, l’eco che sradica… e l’urlo si propaga, domina il vuoto, colma la distanza. Un giorno ti parlerò delle lunghe notti all’aperto, del mondo che vi ho scoperto: la droga la violenza l’arte e la poesia.
Per il resto inganno il tempo, leggo scrivo cerco in rete; poi esco, vado in giro, affronto le ansie che m’assalgono, deraglio e ritorno all’ovile. Raramente gioisco ripensando a un passato, immaginando un futuro un sogno un bacio.

Lingerie

Posted by elvio cipollone on 8 febbraio 2012
Posted in: Poesia, poesie, Poetry. Tagged: Poesia, rivoli e amori. 1 commento

Mi son perso seguendo il tuo filo
in trame e boscaglie d’un tempo
tra merletti tessuti in inverno
nelle ore del tedio infinito.

Son perso e non ho più speranza
di giungere infine a scoprire
cosa nasconde quel velo sottile
che ostile mi tiene a distanza.

Non resta che immaginarti distesa
gioco tenero che non ti riguarda
e pensarti nuda pronta e in attesa
ch’io venga a rubar la coccarda.

Mille terre, una terra

Posted by elvio cipollone on 7 febbraio 2012
Posted in: articoli, ecologia e ambiente, società, varie. Tagged: la voce della terra, narrativa, politica, società, vita. Lascia un commento

 
Miliardi di stelle, milioni di pianeti, una sola Terra. Io.
Quando mi unii al Cielo per dare origine al tempo non immaginavo nemmeno che un giorno sarei stata a mia volta divisa in mille terre. Meglio sarebbe stato non generare il tempo. Non avrei conosciuto il male, o come altri lo chiama, il dolore.

Ecco cos’è la separazione: dolore.

Metti un confine, tracci una linea, dici “di qua ci sono io, di là tu” e già hai perso.
Hai perso l’armonia che solo dall’insieme può derivare, hai perso la collaborazione tra capacità le più varie, hai perso la possibilità che ti venga dato aiuto in caso di bisogno. Hai perso ma ottuso te ne glori, alzi vessilli, proclami divieti, sancisci pene. Che stolta deriva!

Per dare sfogo a un basso istinto di pancia e di potere perdi il senso della comunità, abiuri l’appartenenza all’unità, ti rivolti contro gli dèi che dalla storia dell’Universo di estrassero e al proseguimento di essa ti destinarono.
In questo perenne divenire delle alterne vicende chiamato tempo assisto a conflitti cui non mi rassegno, e guarda caso in mezzo a ogni conflitto c’è un confine. Che sia tra stati o tra ricchezza e povertà, sia tra religioni o razze diverse, sia tra interessi di convenienze meschine o per preservare privilegi di caste ristrette, sempre di confini si tratta.

Ora io mi chiedo: dove sta il trucco? qual è il peccato originale che porta a dividere, a tracciare solchi… oh per Bacco, Remo e Romolo! Ecco chi. E pensare che erano fratelli. Ma allora, se anche tra fratelli si è arrivato ad uccidere per aver semplicemente oltrepassato il solco che separa i destini, non c’è speranza!
Eppure non rinuncio al sogno di tornare a essere una, libera e accessibile, dove viaggiare tra le molteplici realtà che mi compongono sia occasione di conoscenze e nuovi stimoli per mettere a frutto il proprio lavoro, lungo un percorso di arricchimento interiore e di ricerca della felicità.

La cultura del rifiuto

Posted by elvio cipollone on 3 febbraio 2012
Posted in: articoli, chimica, ecologia e ambiente, società, varie. Tagged: chimica, considerazioni, la voce della terra, narrativa, politica, società. 3 commenti

 

C’è questo dato di fatto, costante nel tempo e nei vari paesi del mondo: più aumenta la ricchezza, il reddito disponibile dei consumatori, più cresce la produzione dei rifiuti; come se il grado di elevazione degli standard di vita fosse misurabile dalla quantità di spazzatura di cui ci contorniamo.
E non solo a livello diciamo così assoluto, cioè più produzione – più consumi – più spazzatura, ma anche a livello relativo. Ovvero le unità di pil aggiuntive hanno una intensità di spazzatura maggiore. Al punto che la produzione di rifiuti costituisce uno degli indicatori più significativi dello sviluppo economico. Cosa da pazzi!

Un po’ di dati

Quello dei rifiuti è uno degli ambiti nei quali la qualità dell’ambiente rileva la permanenza di criticità. Restando in Italia i dati relativi alle ventiquattro maggiori città, che producono oltre il 20% del totale di rifiuti, ci dicono che la media annuale di produzione pro capite risulta di 604 kg/abitante, superiore a quella registrata a livello nazionale di 553 kg/abitante. Solo la città di Roma produce oltre 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti in termini assoluti; bisogna però tener conto del fatto che la popolazione di Roma è quasi doppia rispetto per esempio a quella di Milano. Tra le regioni è la Toscana con il valore di produzione pro capite più elevato (693 kg/abitante nel 2004), come mostrano in particolare Prato, Firenze e Livorno.

Nel sistema di gestione integrata dei rifiuti la raccolta differenziata riveste una particolare importanza. Essa permette infatti di ridurre il flusso dei rifiuti da avviare allo smaltimento e di condizionare l’intero sistema. Negli ultimi anni c’è stata una crescita della raccolta differenziata, anche se in termini assoluti le percentuali rimangono al di sotto del 10%.
Se si valutano le frazioni merceologiche raccolte in maniera differenziata, si riscontra che tra le più significative compare la frazione biodegradabile – e in particolare la putrescibile (umido e verde) – seguita dalla frazione cellulosica. Quanto alle altre frazioni merceologiche, il vetro complessivamente raccolto nel 2004 risulta pari a circa 16,8 kg/abitante per anno, poi vengono gli imballaggi in plastica e infine gli imballaggi metallici.

Considerazioni

Il sostanziale aumento nella produzione dei rifiuti rende necessario un forte impegno nelle politiche di prevenzione e minimizzazione. Si può infatti desumere che laddove la gestione dei rifiuti fosse accompagnata da una corretta informazione e da efficaci campagne di prevenzione sarebbe possibile disallineare la crescita economica dalla produzione dei rifiuti.
Ma oltre a informare e sensibilizzare i consumatori si potrebbe fare di più: basti pensare che il nostro sistema economico produce una notevole quantità di materiale destinato già in partenza ad essere un rifiuto, con tutta l’energia (e quindi combustione, emissioni varie, anidride carbonica, effetto serra, cambiamento climatico) che richiede per essere prodotto, trasportato smaltito!!!

Sembra assurdo ma è realtà. Una scheda elettronica di pochi grammi ad esempio è accompagnata da etti di materiale di scarto, un cellulare idem, un anello o un paio d’orecchini peggio ancora. C’è ridondanza degli imballaggi quindi ma poi c’è una questione culturale ancora a monte di tutto questo: l’inveterata tendenza umana a provare piacere e a dimostrare il proprio potere attraverso la dissipante pratica del consumo. Più consumo più creo rifiuti più sono più valgo più godo più mi stordisco più rifuggo dal dover riflettere sulle cose della vita e confrontarmi con essa.
Ma le risorse del pianeta non sono inesauribili, i limiti esistono ed è giunto ormai il momento che ne prendiamo atto definitivamente adottando leggi e norme precise che contrastino quella cultura.

E invece cosa facciamo? Incentiviamo la rottamazione! Ora io dico, è giusto pretendere che ogni veicolo circolante faccia le dovute revisioni e sia in uno stato di efficenza adeguata, ma da questo a incentivare la rottamazione ce ne passa. Rottamare un veicolo è un processo energivoro che richiede presse motori elettricità, e chi rottama non lo fa certo per rinunciare al trasporto privato per quello pubblico bensì per comprarsi una macchina nuova.
E ogni macchina è una tonnellata abbondante di materiali, metalli tessuti plastiche varie, tutti ad alta intensità energetica. E per giunta il governo mette a disposizione incentivi finanziari notevoli per favorire e spingere al massimo questo giro di valzer assurdo logicamente, dispendioso economicamente e disastroso per l’ambiente.
Sembra proprio di assistere all’utimo ballo sul Titanic che affonda. Ed è un ballo ben vorticoso per stordirci al punto da non farci accorgere che stiamo affogando.

Posts navigation

← Voci più vecchie
  • Cenni bibliografici


    Nato nel 1954 alle Cese, un paese della Marsica in provincia dell'Aquila, vivo e lavoro a Roma.

    Socio fondatore de I Libri In Testa, ho collaborato dal 2006 al 2011 alla rivista on line "Fili d'aquilone" curando la rubrica La voce della terra.

    Al momento disponibili sul web ci sono due miei romanzi "Un filo di fumo sopra la neve" e "Il grande crac", più due libri di poesie "Rivoli e Amori" e "Isole e Terre rare".
    Il terzo romanzo "La stanza dei segni" è in fase di revisione editoriale.

  • Articoli recenti

    • Eterna impotente
    • l’estasi della scoperta
    • Carezza
    • Al Bando
    • Auguri Europa!
  • Archivi

    • febbraio 2012
    • gennaio 2012
    • dicembre 2011
  • Categorie

    • articoli
    • chimica
    • citazioni
    • ecologia e ambiente
    • Poesia
    • poesie
    • Poetry
    • racconti
    • Romanzi
    • società
    • varie
  • Meta

    • Registrati
    • Collegati
    • Voce RSS
    • RSS dei commenti
    • WordPress.com
  • Commenti recenti

    fata scalza su l’estasi della scoperta
    elvio cipollone su Carezza
    fata scalza su Carezza
    Claudia su Nessuno scende, nessuno s…
    orofiorentino su Lingerie
  • Blogroll

    • Learn WordPress.com
    • WordPress Planet
    • WordPress.com News
  • poesie

    • Isole e Terre rare
    • Rivoli e Amori
  • romanzi

    • Il grande crac
    • Un filo di fumo sopra la neve
  • Enter your email address to follow this blog and receive notifications of new posts by email.

    Join 11 other followers

  • la mia pagina su facebook

  • questo blog è stato letto da

    • 665 persone
  • my twitter

    • Per non rischiare di morire bisognerebbe smetterla di vivere! 2 days ago
    • Al punto 24 I Libri In Testa http://t.co/k4AXnR6O 3 days ago
    Follow @elviocipollone
Blog su WordPress.com. Theme: Parament by Automattic.
Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Powered by WordPress.com